Rossella's profileI'м α ƒяσzєи ßυттєяfℓуBlogLists Tools Help

Blog


    29 November

    .e somiglio al mondo in tanti aspetti e nei difetti più evidenti.

     

    Certe volte mi chiedo se è vero che il tempo scorre in maniera uguale per tutti.

      Certe volte ho la netta sensazione di avere inserito la modalità “pause” nel mio corpo e vedere gli altri muoversi a velocità più o meno costanti. Come se fossi una spettatrice passiva di tutto quello che mi accade intorno: io sto lì, ferma immobile come in una scena di un film.

      Dovrei ribellarmi, cercare di scrollarmi di dosso questa indolenza imposta, ma poi mi chiedo perché dovrei farlo.

      Io convivo benissimo con questo atteggiamento. Vedo la gente affannarsi, preoccuparsi, correre a destra e a manca; invece io nel mio cantuccio ci sto più che bene: è caldo, accogliente, sa di me. Trovo sempre una cioccolata calda e un buon libro ad attendermi mentre guardo la gente passarmi davanti, giocare con i sentimenti degli altri e farsi del male.

      La mia invece non è una maschera, non è non voler costruire rapporti con gli altri, è proprio un altro stile di vita.

      Perché io la penso come Nietzsche: il tempo è ciclico, ogni evento fatto una volta irrimediabilmente tornerà indietro di nuovo. Quindi, perché affannarsi? So che in questo modo non colgo l’attimo e non mi godo le piccole gioie della vita, ma almeno so che così non mi procurerò altre ferite.

      E per ora mi basta questo: sapermi protetta dal mondo che ruggisce là fuori.

    26 November

    Violet hill

     

    I тσσк му ℓσνє ∂σωи тσ νισℓєт нιℓℓ тнєяє ωє ѕαт ιи тнє ѕиσω αℓℓ тнαт тιмє ѕнє ωαѕ ѕιℓєит ѕтιℓℓ.

    ς๏l๔קlคy

    16 November

    Come back.

    Improvvisamente piove.

    Prima toccano terra poche, irregolari gocce; poi il cielo viene squarciato da mille lampi.

    La notte si accende. La notte si spegne.

    Il gioco va avanti per molto, finché anche il temporale lassù si stanca di giocare.

    Rimane solo qualche tuono in sottofondo mentre lei resta ad osservare dalla finestra le poche persone in un’inutile ricerca affannosa di un qualche riparo.

    Perché avere paura di bagnarsi? L’acqua depura da ogni peccato, tutti lo sanno.

    E lei, che ne ha tanti di peccati da espiare, desidera stare là sotto, per strada.

    Senza ombrello e senza un cappotto.

    Soprattutto senza paura.

    Ma c’è un peso enorme dentro il suo cuore immenso, un peso che non la fa muovere.

    Ragiona per frasi sconnesse e con occhi vitrei fissa le sue mani senza un motivo apparente.

    E’ da un po’ di tempo che sembra assopita, uno stato d’animo che non le permette di andare avanti ed accogliere la vita se non a braccia aperte, almeno con gentilezza.

    Un tuono spaventoso bussa tra i suoi pensieri.

    E poi un altro.

    E un altro ancora.

    Per un millesimo di secondo si ridesta dalle sue ingenue riflessioni ma poi, apatica, ritorna nei meandri più profondi del suo cervello.

    Chi osservandola, si stesse chiedendo cosa porta una ragazza una volta piena di vitalità a comportarsi in questo modo, la risposta purtroppo è solo una - la più pessimistica di tutte: la vita. Il dolore cambia le persone, le tempra, le rende più insicure, le rende più consapevoli, le priva di qualche attimo di serenità, le fa costruire degli scudi intorno al cuore.

    E lei ormai di scudi intorno al cuore ne ha messi talmente tanti che praticamente non c’è spazio per altro. Il problema è che non riesce a trovare il modo di buttarli via, pur volendolo.

    Ha tentato di estirparli lei stessa dalla terra in cui sono infossati, ma niente.

    Ha chiamato un ferramenta che potesse tagliarli via, ma niente.

    Ha provato a calpestarli, bruciarli, raderli al suolo, ma niente.

    Poche cose sono dure e durature come il ferro di quegli scudi: una di quelle è il dolore.

    Ma lei ha fatto una promessa e vuole mantenerla. Lei sorriderà alla vita, quella disgraziata che le ha portato via parecchio. Lei imparerà a fare buon viso a cattivo gioco. E finalmente potrà dire di esserne uscita vittoriosa.

    Il cielo si è schiarito e la pioggia adesso è lieve.

    Lei si alza, consapevole, dalla sedia e apre le imposte: respira l’aria pulita di terreno bagnato e si concede il primo sorriso della giornata.

     

    Da oggi prometto di non essere più prigioniera delle mie paure più nascoste.