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27 April Pensiero [.malsano.]E tu
E noi E lei Fra noi E lei adesso sa che vorrei Le mani le sue E poi un' altra volta noi due Vorrei per amore o per ridere Dipende da me E tu ancora E noi ancora E lei un' altra volta fra noi Le mani questa volta sei tu e lei E lei a poco a poco di più, di più Vicini per questioni di cuore Se così si può dire E tu ancora
E noi ancora E lei un' altra volta fra noi Fra noi fra noi.
Sostituite TU al nome del ragazzo che mi piace |e a cui piaccio, per inciso|, e LEI alla mia fottutissima paura di soffrire di nuovo.
Paura di essere la solita imbranata.
Paura di non sapere più baciare,
paura di mandare messaggini di notte sotto le lenzuola profumate alla vaniglia.
Di aspettare squilli che arriveranno al momento giusto, di essere accompagnata a scuola,
di farsi dare un dolce bacio nella guancia come portafortuna per l'ennesima interrogazione.
Paura di aspettare una carezza allo zucchero filato.
Di sfogliare il vocabolario di greco e pensare a lui, solo lui.
Di passare l'estate al mare con le amiche a parlare del nuovo amore.
Paura di sbagliare persona. [E se il mio lui è realmente Alberto??]
Paura di star bene, ecco tutto.
Mi crogiolo nel mio dolore. [E forse me ne vanto]
Stupida.
Meglio non dire... 24 April .: durante l'ora di fιℓσѕσfια sforno anche questi pensieri :.La vita.
In fondo cos'è?
Un succedersi di immagini, dolci tristi romantiche dolorose incantevoli disoneste.
Un succedersi di persone, buone cattive buffe stupide generose ignobili.
Un succedersi di eventi, positivi negativi determinanti superflui.
Un succedersi di pensieri, belli brutti costruttivi distruttivi.
Un succedersi di tagli di capelli, scelte di abiti, sport da praticare, cibi da mangiare.
Un succedersi di libri canzoni film spettacoli giornali.
Un succedersi di ipocrisie, finzioni, bugie. Ma anche di realtà, verità, sincerità.
Un succedersi di astrattezza e concretezza.
Un succedersi di albe tramonti notti e giorni.
E' solo un succedersi di emozioni indescrivibili. Le mie. 20 April Tr@ finzione e realtà3 Giugno.
Chiara si sveglia e corre in cucina a fare colazione. Mentre mangia uno yogurt comincia a ballare sulla sedia: i video di Mtv sono così colorati e pieni di ballerini che ti invitano a danzare!!!!
Indossa una maglietta rossa e un paio di jeans blu scuri e pensa alla scuola. Finalmente! riflette. Sta per finire. Non vede l'ora di stare a casa per dormire fino a mezzogiorno, alzarsi per mangiare un panino al volo e correre a mare con le sue amiche.
No, a lui non ci pensa più. No, tutte le sere quando va a dormire non ripercorre con la mente tutti i momenti più dolci passati con lui. No, non ripensa più a quel messaggio. Quello che le è arrivato due settimane prima, durante il compito di matematica. Buon giorno Chiaretta! Sai che ti voglio bene, vero? E visto che è così ho deciso di dirti la verità: ho conosciuto un'altra. Da oggi è finita. Un pugno allo stomaco. Un messaggio così secco non lo aveva mai letto. Neanche nelle soap opera più fantasiose un ragazzo lascia la sua ragazza con un messaggio così. No, non poteva essere vero. E infatti all'uscita di scuola lui, Giorgio, era avvinghiato ad un'altra. Una di quelle che mette la minigonna anche per andare a scuola. Una di quelle che si sveglia alle 6 per potersi truccare per bene. Una di quelle il cui voto più alto che ha preso è stato 5 e mezzo. E ne va fiera.
Quanti ricordi nell'arco di due minuti. Ricordi che ancora le rodono dentro.
No, non ci penso più a lui.
Indossa il sorriso migliore che ha e scende le scale. Sale nella macchina del suo papino, l'uomo che non l'avrebbe delusa mai, e sbuffa. Lei ha finito tutte le interrogazioni, perchè dovrebbe andare ancora a scuola?
Eppure, il senso del dovere la porta ad andarci anche il 3 giugno. Anche se non ha niente da fare. Anche se fa caldo da morire.
Due ore dopo è seduta sulla sedia della sua aula. Apre il diario, prende una pagina a caso e scrive con la sua penna blu: Puoi rimanere, perché fa male, male, male da morire Senza te... No, non ci pensa più a lui. L'ha promesso alle sue amiche.
Chiede di poter uscire dalla classe e corre alla macchinetta della scuola. Con soli 50 centesimi può godersi quel mezzo litro di acqua ghiacciata. La beve tutta d'un sorso e pensa al sorriso di Giorgio quando lei gli disse che non beveva Coca Cola. A me non piacciono le bibite frizzanti, bevila tu. Grazie! E lui la guardava. Attonito. Suona la campanella che la stordisce un attimo e la riporta alla realtà. Si ritira in classe e la professoressa di latino invita tutti coloro che hanno finito le interrogazioni di recarsi in aula di informatica. Chiara, Simona, Giulia e Francesco si alzano e in due minuti si ritrovano già seduti in quell'aula fredda con accesso ad internet collegato.
Simona e Giulia, migliori amiche dalle elementari, sono sedute nella stessa postazione e sulla chat di Mtv flirtano con NapuleBoys. Loro sono DueBionde. Che fantasia, ragazzi.
Francesco gioca a dama con un esperto austriaco. Sembra divertirsi mentre ascolta i suoi Green Day nelle cuffie. Sempre loro. Solo loro. Ma non si stufa mai di ascoltare quelle dieci canzoni tutte uguali?
E lei. Chiara. Accende il suo pc e lo fissa.
Ma io non lo so usare Msn! E Giorgio, paziente, le insegna tutti i trucchetti. Riesce persino a crearsi un blog. Uno di quelli tutti brillantinati e con le scritte carine.
E in occasione di questo ennesimo ricordo doloroso, rilegge il suo blog. Corre alla data 10 Febbraio: un post pieno di cuoricini rosa e la scritta Giorgio finalmente sono tua! la deride. Salta di qualche mese. Legge l'intervento del 20 Maggio: c'è un solo punto. Enorme. Il titolo recita: Stronzo. Non ce la fa più a leggere. Chiude il programma. Avevo detto basta con Giorgio! Si alza e gira tra i banchetti. Si avvicina alle due ochette e si fa spiegare come funziona questa chat di Mtv. E così decide di buttarsi anche lei.
Un quarto d'ora dopo è BrokenHeart e legge allibita tutti quegli insulti che scorrono più veloci della luce sullo schermo. Che volgarità! e con un sorriso si ricorda l'imitazione di Fiorello di Carla Bruni. Sta per scollegarsi, Preferisco stare qui da sola che con una finta compagnia... canticchia nella mente, ma un nick che la affascina chiede di poter parlare in privato. Poetasolitario. E inizia a chattare con lui. Il suo vero nome, la sua età, la sua provenienza, la sua storia: sono tutte cose che non la riguardano, l'unica cosa che sa è che si trova bene a parlare con lui, quel lui che sembra conoscere i suoi pensieri, i suoi dolori, la sua storia di ragazza alle prime armi con l'Amore. Ed è così che lui, Poetasolitario, si affeziona a BrokenHeart giorno dopo giorno. Ed è così che Chiara comincia a stare sempre più attaccata al computer.
Finisce la scuola ma lei passa intere giornate davanti a quello schermo. Comincia a chattare con lui alle 10 del mattino e stacca alle 2 di notte. E' malata di Poetasolitario, ormai non può stare un giorno senza chattare. Si, perchè con lui si sente libera di dire tutto quello che vuole sapendo di essere compresa. E poi Giorgio non è più un problema adesso. Adesso che è anche diventata una maga del computer! Ha un blog da paura, con tutti gli accessori possibili e inimmaginabili. No, adesso ha bisogno del computer. Vive di lui e di Poetasolitario.
13 Luglio.
Chiara non è ancora andata a mare quest'anno. Le amiche la invitano sempre ma lei ogni volta rifiuta per parlare con lui. Sente di starle perdendo ma non le importa. Con loro può parlare quando vuole, con lui no. Ma un giorno proprio quel lui che l'avrebbe sempre consolata non si connette. Il giorno successivo neanche. E quelli seguenti pure. Chiara è confusa, si sente abbandonata. Passano dieci giorni di computer sempre accesso, sempre connesso nella speranza dell'entrata in chat di Poetasolitario. Nel giro di pochi giorni Chiara si rende conto del grosso sbaglio che ha commesso. Apre la porta della sua stanza e si dirige nella camera da letto dei suoi genitori, dove ad aspettarla sta un enorme specchio. Chiara si ci riflette e si vede diversa: occhiaie profonde, viso pallido, qualche chilo in più sulle cosce. E' una drogata di computer. Esce di casa e un raggio di sole attraversa i suoi occhi: Da quanto tempo non vedo il sole? si chiede disarmata.
Cammina per strada e respira aria pulita, un'aria che da tempo non sentiva. Alza la testa e vede le nuvole. Le sue amiche nuvole, quelle che l'hanno sempre accompagnata nel suo cammino, fin da piccolina. Quelle che conoscevano i suoi segreti e le sue paure. Quelle che le si presentavano in sogno per portarla ogni notte in posti diversi.
Chiara respira, e si sente viva. Di nuovo. Accende il cellulare per chiamare le amiche e si gusta il suo bel gelato alla nocciola. Il primo dell'anno. Corre in casa a infilarsi il primo costume che trova e si dirige al mare. Lì le sue amiche la aspettano a braccia aperte, sanno che la Chiara che sta correndo verso di loro in costume rosso non è quella degli ultimi mesi. E' quella di una vita passata insieme a scherzare e a sorridere. E' quella che chiede sempre una gomma da masticare, quella che odia il fumo e chi fuma. Quella che ha preso una cotta enorme per Giorgio, il suo primo vero ragazzo. E' quella che vuole tantissimo bene a loro.
Chiara si tuffa in acqua.
Che sensazione di freschezza e di libertà!
Chiara è rinata e adesso non ha più voglia di rintanarsi in una stanza davanti uno schermo e un ragazzo di cui non sa niente. Chiara non vuole perdere le sue amiche. Chiara pensa ai ragazzi, a quelli veri. Non ai pixel.
E nemmeno a Giorgio.
A Chiara adesso piace vivere.
RoRy
Questo è un mio vecchio scritto.
[Ho inserito anche la mia vecchia firma]
Non è autobiografico.
Non è meraviglioso ma ho voluto pubblicarlo per dimostrare a chi legge
come è cambiata Rossella di un tempo [andato].
Lei scriveva, scriveva.
Dava voce a persone che neanche conosceva.
Usava tante parole e si divertiva a farlo.
E adesso ne usa poche.
Forse troppe.
Adesso Rossella è stufa delle parole.
Vuole solo i fatti. 12 April .Aspettando il treno della Vita.Apro l'armadio e scelgo una camicetta di seta rosa
e un paio di jeans stretti.
Li infilo dentro la valigia appena comprata
e prendo un taxi.
E' notte fonda
e mi dirigo in stazione.
Per niente truccata
mi guardo nello specchietto dell'auto
e mi vedo brutta.
Faccio il biglietto
e aspetto l'arrivo del treno.
Seduta contemplo i binari.
Mi fisso nel pavimento appena lavato.
Chi sono?
Dove voglio andare?
Cosa pretendo da me stessa?
[Confusione_maledetta_confusione]
Stasera non trovo nessuna risposta
alle mie domande.
Non trovo i colori giusti.
Guardo solamente la luna.
E per ora mi basta.
.LuNa AsCoLtAmI,
sE dA qUeLl'AnGoLo Di AlTiTuDiNe
Ne SaI dI pIù Di Me.
Stanotte ho parlato alla luna.
Siamo diventate amiche intime. Ci siamo rispecchiate.
Volubili entrambe.
Lei mi ha consigliato di cambiare aria
e così ho fatto: mi sono concessa qualche novità.
Giro di amici diverso, nuovo taglio di capelli.
Nuova Rossella da oggi!
E cercando su internet, ho trovato questa mia descrizione.
Attenta, laboriosa, seria, sempre in disparte, Rossella sembra perennemente in attesa di un evento straordinario che la investa e la rapisca dalla realtà.
L'evento non si produrrà mai e, di fatto, la sua vera felicità sta nell'attenderlo.
Corrisponde?
Stanotte la luna mi risponderà. 07 April E' solo un sogno |яєαℓιzzαвιℓє|Cielo terso ma grigio.
Strade vuote:
è l'ora di pranzo.
In quella piazza piena di alberi
spogli a causa della fredda stagione
c'è solo una ragazza
seduta su una panchina
che ha perso da tempo il suo colore.
Ascolta la musica del suo i-pod,
definendo il ritmo con il suo piccolo piedino.
Sorride cantando qualche frase in inglese,
ma i suoi occhi sono dannatamente tristi,
coperti da un paio di occhiali da sole troppo grandi.
Si gira ogni tanto per controllare
i passi veloci di un gattino bianco che corre da quelle parti.
Poi si rituffa nella lettura del suo romanzo.
Squilla un telefonino.
E' il suo.
Lei lo prende dalla tasca nera
e lo apre:
Un nuovo messaggio in memoria
Legge sorridendo.
Sorride leggendo.
Cosa avrà letto?
Non importa, lei sorride.
Al mondo basta sapere questo.
Dedicato alla mia Bea, che si preoccupa
di leggermi triste e scoraggiata,
E a chiunque entri sempre nel mio blog
per leggere nuove parole.
Aspettando un sorriso. 03 April Come una foglia sull'asfalto pronta ad essere calpestata. [Condizione dell'anima]Cammino in un viale pieno di alberi spogli.
A terra, mille e mille foglie secche.
Piccole, grandi, medie.
A forma di cuore, di ago, di stella.
Cammino senza domande nella testa.
Mi sento come quell'unica foglia
abbandonata da sguardi indiscreti.
Improvvisamente piove fuoco.
I dolori mi feriscono
ma nella speranza
disillusa credo sempre tanto.
In questo disordine di emozioni
tutti questi miei pensieri bruciano insieme al fuoco
e la cenere che rimane diverrà poesia.
La mia.
_My soul is getting. _Blue, baby. _As blue as the sky. _As blue as your eyes. |
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