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21 December All I want for Christmas is [.you.]
Scrivo e poi cancello.
Oggi avevo l’ispirazione per qualcosa. L’ho persa per strada, scusate.
E’ solo che vorrei più stimoli.
Ma oggi le parole non le trovo. Sono assenti anche i colori.
Vorrei scrivere qualcosa di nuovo ma proprio non ce la faccio.
Scrivo e poi cancello.
Lettere che mai nessuno leggerà sono già cestinate. Poesie troppo adulte ritornano da dove sono venute.
Guardo dalla finestra le persone passeggiare ma non trovo nessuno a cui affibbiare una delle mie solite storie.
Oggi scrivo tanto ma non dico niente. la sostanza non c'è.
Odio sentirmi vuota, io che nella vita sono brava solo a fare due cose: parlare e scrivere.
L’una arriva quando l’altra va via, è il loro destino compensarsi.
E’ sempre stato così ma oggi mi mancano le parole.
Fedele mi resta solo il pensare: e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Almeno oggi, sopravvivo.
.Maybe I just wanna have a strong hug.
Non mi resta che augurare un
Buon Natale a tutti!!
13 December La chiave della felicità è la disobbedienza in sé a quello che non c'è.C.onsiderevol.e
il fatto che una mattina ci si possa svegliare con la luna storta
e procedere con l'acidità di uno yogurt scaduto,
per poi fermarsi un attimo, riflettere
e ricomporre gli animi.
Oggi ho indossato una magliettina bianca dopo mesi e mesi di abiti esclusivamente scuri.
Non chiedetemi il motivo, ho solo aperto l'armadio e mi sentivo attratta da quella limpidezza. Avevo quasi male agli occhi, giuro.
Per strada sembrava che tutti se ne fossero accorti: ero raggiante, e il merito non era solo della maglia.
Oggi è un giorno tutto da rifare, distruggere e riconquistare. Puntando sempre più in alto.
~ Sono le giornate imprevedibilmente sorridenti come queste che dovrebbero bussare spesso alla mia portA ~
Quello fu per me un giorno memorabile, perchè produsse grandi cambiamenti in me. Ma è così in ogni esistenza. Immaginate che un giorno prescelto venga cancellato e pensate a come tutto il suo corso ne sarebbe stato alterato. Fermati, o tu che leggi, e pensa per un attimo alla lunga catena di ferro o d'oro, di spine o di fiori, che non ti avrebbe mai legato a sè, se in un giorno memorabile non si fosse formato quel primo anello.
Grandi Speranze, Charles Dickens
30 November /Non chiedetemi se mi sono alzata con il piede sbagliato/E' solo che certe volte sono stufa prima di iniziare.
oggi ad esempio, c'è un veNto fortissimo e pare che il Signorino aspettasse propriO me stamane.
e' talMente odioSo e inSopportaBile per me che quandO c'è lui, io non riesco A ragionare serenamente.
forse scOMpigliandomi i Capelli spera di portarmi via i pensieri. lo sa anche Lui che ho la drastica sorte di dover riflettere in continuazione?
che poi, dico io, cosa ci guadaGNo a fare la ragazza posata e intelligente.
non un solo centesiMo ne ho guadagnato da tutta questa storia.
forse è vero cHe non so fare niente nella vita, anzi lo ammetto io steSSa: è così.
nOn so fare nulla dI nulla: e AlLora?
sono stufa. ogni mattina seMPRe le stesse cose, le stesse facce, gli stessi ideali presi e posati in un cassetto. Chiuso a chiave, per giunta. [OggI sono pRoprio ottimiSta!!]
perchè devo OmOlOgarmi alla massa? perchè deVo scrivere maiuscolo dopo il punto? perchè non posso fare una domanda che finisca con un punto e virgola?
perchè una ragazza deve essere necessariamente bella solo se è magra?
chi ha deciso che il rOSA è per le femmine e l'azzurro per i MASchi? Io odio il rosa e NoN sono un maschio. Come la mettiamo?
chi ha iNVentato i pregiudIzi? La peggiore invenzione nella storia.
perchè si deve mangiare, vestire, sognare, CAmminare come tutti gli altri.?.
neanche fossimo Dei robot.
Da adesso in pOi cambio le mie regole. ora scrivo come mi pare; mi vesto, mangio, sogno E cammino come mai nessuno ha fatto finora. e credeteMi quando scrivo che non è una provocazione la mia ma solo una voglia irresistibile Di trovare me stessa guardandomi dentrO e non specchiandomi nelle mode così futiLi e passeggere.
iO prometto di camBIare, però la domanda resta: perchE' il diverso fa paUra?
[paUsa di riFlessIone]
non è il diverso in Sè che crea il panico. E' chi sa pensare. E naturalmente chi pensa si distingue dagli altri.
Il pensatore è malvisto dalla... no, non voglio pronunciare quella STuPidA parola: società. chI è la società? SiamO noI.
E allora diciamolo pure: Chi Pensa è disprezzato da NOI. per questo si deve eliminare. [E mi viene in mente il maestrO, SoCratE]
al bando i Pensieri, le MOSse inteLLIgenti, le chiacchiere costruttive. TuTte Via!!
[Ho il terrore di svegliarmi un giorno in un mondo paradossale come quello di 1984 di Orwell. oppure Fahrenheit 451 di Bradbury.
Solo chi li ha letti può capire come la totale assenza di libertà di pensiero è inquietante oltre che disumana]
cOntinuate, contiNuate massa senzA cervellO. proSegUite a non ribellarvi Al grande fRatello che vi spia ogni giornO e vi Annulla comE perSone.
Sono stra-sicura che il vento è un'altra mossa per farmi smettere di pensare.
.TantO non ci riUscirà.
fAte attenZione! oggi Ho vogliA di ribellarmi, oggi sonO psichedelicamente acida.
Martedì 4 Dicembre:
Auguri Paoletta!! Mi dispiace non essere lì accanto a te
e festeggiare nel modo più appropriato
perchè tu meriti il meglio!!
Continua a brillare ... è la migliore dedica che io possa farti. [perchè meglio di così non puoi essere] 15 November Si può dare un titolo alla sconfitta? Ed anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro
per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento. Ascolto Liga mentre sdraiata sul letto ripasso a mente tutti i miei dolori.
Si accatastano lì: uno sopra l'altro. E sono tanti, per essere io solo una diciassettenne.
A volte vorrei tornare bimba, per avere solo il tempo di giocare,
altre volte spero di svegliarmi domattina già bella e trentenne,
per allontanarmi da questo schifo di mondo che si è creato intorno a me.
Le urla del mio incoscio si sono sommate ultimamente e necessitano una valvola di sfogo.
Quest'estate per fortuna ho trovato un altro modo di esprirmermi:
alle parole si sono aggiunti i disegni.
Sdraiata a pancia in su fisso quell'enorme collage di miei colori.
C'è prevalenza di tonalità scure, il che non mi dispiace nè mi sorprende,
è solo indice dei miei continui pensieri riguardo me e i miei sogni.
Il buio mi tiene compagnia e ad un tratto il mio sguardo cade su quella cassetta posata sotto la tv.
Chissà perchè ho voglia di torturarmi oggi. Il mondo è fuori e io resto dentro ad osservarmi.
Un vecchio filmino riproduce una serie di immagini di una piccola Rossella a quattro anni.
Il padre di una sua amichetta le chiede se ha fratelli o sorelle e lei risponde:
Non ho nessuno io.
Oggi mi sento esattamente così.
Come quando cominci a stringere un forte legame d'amicizia
e poi una telefonata ti riporta a quei vecchi dubbi.
Come quando hai sfiducia nell'amore perchè credi che non verrà mai a bussare alla tua porta.
Come quando quel trasferimento ti ha solo portato dolore e nessun giovamento.
E a che serve adesso dirmi: mi faceva male guardare allontanarti verso quella scuola in cui non c'era nessuno che conoscevi.
Papà me lo spieghi adesso a che mi serve?
L'avessi detto prima, mi sarei sentita meno sola e più compresa.
Probabilmente avrei combattuto le mie paure insieme a te.
E invece mi restano gli anni passati in solitudine in cui il corpo e la mente cambiavano ma lo spirito era rimasto in paese.
Papà... mi rimane solo un sogno che ti ho promesso e non so se sarò capace di mantenerlo.
E' vero: amo Medicina.
Ma forse non ho il cervello adatto per studiarla.
Forse non sono una di quelle ragazze forti che pensi.
Io piango notte e giorno, anche a causa tua.
Anche in questo momento, che il mondo è fuori e io resto dentro, sempre dentro.
E tu, mamma, come pensi che mi senta dopo averti chiesto
se avessi la possibilità di tornare indietro, vorresti ancora avermi e sposare papà?
e mi sono sentita rispondere un secco no?
Dimmelo come dovrei sentirmi.
Forse non ho torto a vedermi come un'aliena.
A sentirmi diversa, lontana da tutti e da tutto, con un cuore che batte a ritmi differenti dai vostri.
Non riesco a capire se quello che voglio è una scelta mia o un'imposizione genitoriale.
E anche se potessi realizzare quello che voglio, chi mi dice che sarò felice
visti i miei precedenti?
Avrei potuto avere di più, fare di più, comportarmi meglio...
ma tutto quello che so essere in questo momento è una fata disincantata e senza poteri.
A un passo dal possibile, a un passo dalla luce.
E mentre spreco tutto questo tempo in mezzo a delle parole che i diretti interessati mai leggeranno,
il tempo fuori gira e io continuo a restare dentro, sempre dentro.
Ed anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro
per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento.
03 November This is me. NowSenza motivo mi ritrovo a sfogliare il diario dell'anno scorso.
Nostalgia canaglia, si dice così no?
Pagina dopo pagina, la Smemo nera e fucsia mi riporta indietro nel tempo.
In un anno tante cose sono successe:
risate in classe, timori per i compiti, gioie per i voti, noia per le interminabili lezioni, attesa per il concerto di Tiziano Ferro, rabbia per le ingiustizie, lacrime spese e asciugate, delusioni ricevute e probabilmente date, amicizie perse e un paio rafforzate.
Tutto questo e molto di più solo nelle 6 ore mattutine.
E mi sorprendo a pensare che spesso nel diario ho segnato solo le cose belle.
Forse inconsciamente avevo intenzione di buttare i brutti ricordi nel dimenticatoio.
Ma non si sa mai chi o cosa puoi incontrare nelle stanze del cuore.
E io tutti i miei sbagli me li ricordo eccome. Sono tutti lì, messi in fila pronti a giudicarmi.
Dagli errori s'impara.
Ma quando mai.
Io continuo ad essere la Ross di uno, due, tre e anche quattro anni fa.
La stessa ma diversa.
Sono cresciuta, è vero.
Anche nell'arco di un anno noto la differenza.
Mi chiedo solo se è vero che ho paura della persona che sto diventando.
E mentre sfoglio e sorrido delle stupidaggini che ho combinato, mi colpisce una frase, scritta in rosso a caratteri gotici: chissà perchè certe canzoni sono destinate a donarti emozioni solo in un periodo?!?
Frase alquanto veritiera, anche se stranamente non ricordo il motivo per cui l'ho scritta. Ma ho il timore che... questo succeda anche con le persone.
Mi è capitato di provare sentimenti forti per la gente che mi circonda, sentimenti poi svaniti più o meno velocemente.
E se succeddesse la stessa cosa a qualcuno nei miei confronti? E se è già accaduta?
Che ipocrita, a pormi questa domanda. Conosco già la risposta, ed è triste.
Triste per me. Siamo tutti irrisori.
Cerco malamente di aggrapparmi a qualcosa che presto mi farà precipitare, lo sento.
Il mio è solo un pensiero di passaggio.
Come me in questo mondo, del resto.
| che strazio faticare per raggiungere un obiettivo che le persone che mi circondano non conosceranno mai |
Non temere di restare
sconosciuto agli uomini,
ma di non conoscerli.
Confucio. 20 October SoldatiSi sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.
Quest'ermetica poesia di Ungaretti è stata definita dai critici la rappresentazione perfetta della caducità della vita.
Soprattutto se si parla della vita di un soldato in guerra.
Basta infatti un colpo di vento a far cadere la foglia, così come basta un colpo di fucile a far cadere il soldato.
Ci tenevo a precisare che io da oggi sono in guerra col mondo.
Traete voi le conseguenze. [Si vis pacem, para bellum] 12 October Good Morning Miss SadnessQualcuno mi spieghi
per favore
qual è il modo per
sentirsi leggeri e colorati
come i palloncini di una festa di compleanno.
Esiste una ricetta?
Una formula magica?
Un procedimento da seguire passo dopo passo?
Oppure si studia a scuola?
Avrò saltato il capitolo.
On air: Third Moon - Linea 77 I don't wanna lose
24 September Questa pioggia è per meE' un pò di tempo che sorrido a chi mi chiede come sto.
° Così come mi vedi no? °
Ma c'è un marasma dentro... e sono triste e felice allo stesso tempo.
Oddio felice... Diciamo appagata.
Ho tante idee, tanti progetti, mille sogni nel cassetto e finalmente non ho paura di fallire.
Ho solo voglia di mettermi alla prova, e questo un anno fa non sarei riuscita a farlo.
Prima tutti gli altri e dopo c'ero io, sempre se c'era del tempo per me.
Ci sono stati dei cambiamenti ultimamente, alcuni radicali altri blandi.
C'è chi continua a vedere sempre la stessa Rossella e chi comincia a notare delle EvoluzioniDiCarattere.
Sono migliore in cosa poi? Farnetico senza trovare un senso alle mie parole.
Il fatto è che vorrei solo capire perchè sto modificando alcuni tratti bui del mio carattere e mi sento sollevata.
Anche se poi riflettendoci... mi mancano.
Perchè?
° Vorrei mettere un punto netto a tutto. Metterlo e poi guardarci dentro °
Prima ero una ragazza che vedeva il bicchiere sempre mezzo vuoto, quella che sperava di subire qualche torto perchè in fondo ci godeva a passare per vittima. Sono convinta che ne godevo.
E adesso che ho chiuso con quella fase che mi stava portando al baratro, mi sento colpevole di aver ucciso anche la parte buona della Rossella di qualche tempo fa.
E allora mi fermo e tremo all'idea di voler fare un passo indietro per ritornare alla Rossella stupida e oppressa.
° Perchè oggi sorrido e basta? °
Mi sento in colpa. Perchè mai poi? Forse non sono così tanto cambiata.
Forse le ho ancora tutte lì, intatte nel mio cervello: le mie paranoie quotidiane.
.•°•.°_°.•°•.
C'è una novità oggi. Un'antica tradizione.
Io adoro la pioggia, la venero. E' l'agente atmosferico che mi piace di più, da sempre.
E non chiedetemene il motivo; semplicemente perchè forse è malinconica come me.
Lei è... la complice ideale degli amanti. Ha il potere di fermare città intere. Non segue il tic tac degli orologi: ha i suoi tempi.
L'adoro perchè quando scivola sulla mia pelle mi sento invincibile e vulnerabile.
Perchè attutisce ogni rumore. Perchè sa di Parigi, e io Parigi vorrei vederla.
Perchè nella pioggia mi ci posso specchiare e vedere quello che realmente sono, non quello che sembro.
Oggi piove dopo mesi e mesi di sole.
Oggi tira il vento, il cielo è cupo e tanti nuvoloni lo abitano: nell'aria c'è solo il profumo di pioggia, il mio preferito.
Ecco, allora qualcosa della vecchia Rossella c'è ancora!
Ora sorrido. Per fare spazio a nuove parti di me non devo per forza sopprimerne altre.
Ho capito che se devo farmi del male è meglio cambiare idea.
Sono circondata da nuovi amici, ho un nuovo taglio di capelli, un anno scolastico da affrontare e un diciottesimo da organizzare.
Oggi ho preparato una torta e non mi tiro indietro per mangiarla.
Posso guardare fuori dalla finestra e sentirmi parte integrante del mondo.
Perchè il cielo è come me: oggi piange, anche se i dolori non ci sono. E sa che le lacrime lo fortificano oltre a purificarlo, proprio come me.
Oggi posso guardare negli occhi le persone che mi stanno accompagnando nel Viaggio Della Vita e mostrarmi fiera di chi sono diventata.
La ruota gira dalla mia parte in questo periodo. Arrossisco all'idea di sentirmi in pace con me stessa.
Dio, come sto bene oggi!!
I tasselli [forse] sono sistemati alla maniera adeguata.
E poi... oggi piove.
Vi ho mai detto che adoro la pioggia?
ﻬ .Bentornata.Rossella. ﻬ
ﻬ .Mi.sei.mancata. ﻬ
Il mio augurio speciale va a Chiara
e un bacino speciale solo per quel bimbo che si cela nel suo pancino.
Sarai una mamma stupenda, lo sento!! 05 September - [Priva di titolo]Cosa Vuol Dire Vivere?
Forse significa fermarsi dal flusso degli avvenimenti che scorre perennemente ogni giorno su di noi
per riflettere su sè stessi.
Se è così oggi ho vissuto e ho avuto paura.
Freud su di me avrebbe fatto tanti studi accurati
e probabilmente non ne sarebbe uscito Vivo.
Io sono Rossella. E poi c'è Luna.
Io sono Due persone in Una.
Due personalità, due rapporti col mondo, due musiche, due stili, due tipi di pianto,
due arrabbiature, due sorrisi, due modi di fare, due pensieri, due situazioni.
Ma Insieme non si può, il mondo vuole vederci ad Una ad Una.
(¯`•...E allora fuori esce sempre Rossella.
Lei studia tanto, ha mille impegni ma trova il tempo per gli altri. Le piace ascoltare Ligabue, L'Aura, Tiziano Ferro, Venditti e Battisti.
E' quella che li ascolta nel lettore mp3, a testa bassa, mentre cammina tra la folla.
Lei è definita da tutti dolce, è gentile e giudiziosa. E' quella che non deve sbagliare mai e non deve perdere tempo con futili interessi come il volontariato, o semplicemente il divertimento [banditi i balli e le feste per la signorina].
E' quella che è cresciuta dalle suore, e per questo viene additata per strada.
E' quella da smalto perlato.
Lei che di difetti non deve averne, è quella che deve imparare a rispettare il padre perchè ultimamente dimostra di essere irrispettosa nei suoi confronti.
[.per "qualcuno" pateticamente crescere vuol dire allontanarsi.]
E' quella che poltrisce per ore ed ore davanti un pc per una stupida ricerca di Storia dell'Arte per poter ottenere il massimo dei voti. E matematicamente ci resta male quando il bel voto lo prende anche la ragazza carina che mostra le gambe al professore.
Lei, che è capace di piangere per qualsiasi film. L' Era Glaciale inclusa.
Rossella respira piano per non far rumore, si addormenta di sera e si risveglia col sole. E' quella che diventa rossa se qualcuno la guarda.
E' quella che deve essere servizievole e capire sempre la sorella più piccola, perchè a 12 anni si è ancora piccoli se si ha una sorella più grande.
Lei, che ormai è troppo grande per avere delle cotte adolescenziali. [certo, perchè a 17 anni si è già adulti]
Rossella soffre di insonnia. E spesso copre le ore di sonno con pianti ininterrotti che le procurano mal di testa atroci.
E' quella che vorrebbe trovare da sola un senso alla sua vita, ma comincia a credere che invece le sia stato imposto.
Lei, che ha imparato a perdonare anche chi il perdono non lo merita. E questo difetto proprio non riesce a toglierselo.
E' quella che ha paura di deludere tutti un giorno. Soprattutto i suoi genitori.
Rossella è una Geisha da 17 anni. Sorridente e dolorante.
(¯`•...Dentro invece rimane Luna.
E' lei quella più artistica tra le due.
Adora leggere per il gusto di rilassarsi e immedesimarsi nei personaggi di un libro. Spesso si paragona a loro e vuole imitarli quando li considera migliori di lei.
Il che accade quasi sempre.
E poi c'è la scrittura. Lei scrive scrive scrive, che siano piccole poesie e storie lunghissime, a lei non importa: scrive fino a quando la mano destra non le si gonfia e non le permette di continuare. E' quella che ha quaderni su quaderni pieni di sue parole che non ha mai mostrato a nessuno.
Lei, che adora scarabocchiare sul foglio e ogni tanto disegna. Spesso sono cuori frantumati o con pezzi di puzzle mancanti.
La sera, prima di addormentarsi, le piace inventare la sua vita perchè quella che vive non le piace. E passa ore ed ore a fissare il cielo stellato, quello del suo soffitto decorato anni fa, e riflette su quello che deve cambiare per sentirsi meglio.
E' quella che davanti il pc meno ci sta, meglio è. Vuole vivere fuori dalle quattro mura che la imprigionano da tempo. Chi vorrebbe biasimarla?
Luna si veste svogliatamente e non mette mai niente che possa attirare attenzione.
Lei, che pagherebbe per poter conoscere Johnny Depp.
E' quella che col tempo ha ricopiato pezzi di storie e poesie in foglietti colorati, tutti appesi sopra il suo letto. Parole di artisti famosi, meno famosi e sconosciuti dal grande pubblico. Ma che nel suo cuore sono grandi a cui affidarsi ciecamente nelle notti di terrore. Ormai lei non riesce più a dormire senza leggere qualcosa che la faccia evadere dalla realtà che spesso odia.
Luna è quella che ascolta i Queen, Pink Floyd, Ac/Dc, Guns'n'Roses, Verdena, AfterHours, Linea 77, Modena City Ramblers, The Clash, The Doors, Nirvana, Led Zeppelin, Lacuna Coil, Nightwish, Dream Theater, Metallica, Iron Maiden, Deep Purple, ma in pochi lo sanno.
Lei, che adora guardare nelle caldi notti d'estate i vecchi film horror.
E' quella da smalto rosso scuro.
Lei, che adora mettere la musica a tutto volume e ballare a più non posso tra le stanze della sua casa quando non c'è nessuno che possa guardarla.
E' quella a dir poco lunatica, pronta a splendere come un diamante solo di notte. Prima che il giorno le rubi la luce.
Luna è un'Anima Libera incatenata nel corpo di Rossella. Da 17 anni.
Chi sia la più vera delle due non si sa.
E non ci vuole molto a capire che le due parti di me, contrastanti, indissolubili,
su un'unica cosa vanno d'accordo: l'Assenza di un Sorriso.
03 August GestiInconsuetiDiUnaNotteQualsiasiE poi arrivi tu.
Cammino scalza sulla sabbia fredda ,
ascolto le onde infrangersi sugli scogli
e le risate di nuovi amici.
E poi arrivi tu.
Mi sorprendi da dietro,
abbracciandomi mi sussurri parole
dal sapore antico e metallico
e poi vai via.
Fuori è buio e le stelle cadono
ma preferisci non rimanere per esprimere un desiderio con me.
Scappi da quella scena da film.
Ma stavolta non sono io a tirarmi indietro.
. Ed è già un passo Avanti .
. Quel che resta è la sabbia tra i capelli
e un sorriso che non si toglie via facilmentE .
Inaspettatamente Volo Via anch'io. Mi scuso se non passo a salutare ogni mio lettore, mi rincresce tanto ma proprio non ho il tempo materiale. Le mie piccole e grandi Amiche mi perdoneranno. Sanno che gli Voglio Tanto Bene e che le porterò nel mio Cuore in questi giorni. Ci sentiamo non appena Ritorno [data da definire]! Nel frattempo non scordatevi della Farfallina che sta imparando a Scongelarsi... 25 July - E vengo a cercarti in un sogno amaranto -Questo cuore
Sparpagliato per il mondo se ne va Questo cuore Disperato E’ delicato
Che cosa fai
Nel cuore mio... Tra il Nulla e l’Addio Solo perchè ho rivisto lui domenica a mare
e come al solito mi è venuta una stretta allo stomaco.
|Stiamo crescendo l'una lontana dall'altro|
08 July Seduto in riva al ƒºssºIl corridoio è vuoto, pulito, illuminato.
C'è silenzio intorno a lui, un silenzio che lo sconvolge. Ad interrompere il corso dei suoi pensieri è un cellulare che squilla. Controlla, ma non è il suo.
Improvvisamente le ruote di un carrellino carico si muovono da una stanza all'altra.
Da una camera lontana una vecchia donna tossisce gravemente. Poi ripiomba il silenzio, un silenzio ovattatto che il minimo rumore contribuisce ad ispessire.
La pagina di un libro viene voltata.
C'è profumo di inchiostro su cui prevale uno più acre, probabilmente di ammoniaca che si sparge nella stanza da un quarto d'ora circa.
Quindici lunghissimi, estenuanti minuti.
Eccolo lì, Marco.
Seduto in quel corridoio. Legge e non riesce a capire quelle parole.
Chiude il libro, si alza.
Fa un mezzo giro su se stesso e si dirige alla finestra. Proprio quella più vicina.
E' al piano più alto dell'ospedale. Reparto chirurgia.
Fuori la piazza del paese è sempre in movimento: piccoli bimbi che sporcano i loro pantaloncini col gelato, ragazze che chiaccherano fitto fitto sedute in una panchina, ragazzi che si sfidano a calcio, anziani seduti al tavolo del bar del centro intenti a leggere un quotidiano, giovani e vecchie coppie che passeggiano tra le fontane della piazza. Le prime intente a sbaciucchiarsi e a immaginarsi i figli che sono in arrivo e le seconde alternano brevi litigate ad occhiate furiose.
Fuori è tutto normale, tutto come al solito.
Fuori non sanno ancora che Marco è seduto lì, in quel vecchio ospedale, intento a spiarli.
Rassegnato, si siede e legge ancora qualche pagina di quel libro ormai logorato dagli anni e dai sospiri gettatigli sopra.
Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry
Lo adora. E' il suo primo libro, quello che lesse a 6 anni.
Quello che lo avvicinò alla letteratura. L'ultimo regalo di sua madre.
Con un gesto della mano, sembra che Marco scacci i suoi pensieri. No, a lei non doveva pensarci. Adesso era in ospedale per lui, il padre.
Era l'unica persona che gli rimaneva al mondo e di certo non avrebbe perso tempo a pensare a colei che li lasciò soli scappando via nella notte.
Nessuna notizia da allora. Era esattamente il 16 luglio 1990. La notte del suo sesto compleanno.
Sono passati 17 anni dalla sua "scomparsa" e lui di certo non ha più voglia di incontrarla. Ormai non più.
Non gli interessa incontrare la donna che gli ha trasmesso la passione per la scultura, la letteratura e la musica; la donna che gli ha donato un paio di occhi blu intensi.
Adesso non gli interessa più incontrarla.
Ed è con una lacrima asciugata velocemente che riconosce di stare mentendo a se stesso.
Ha la testa in fiamme, il cuore in sobbalzo e le gambe non reggono il suo peso. Neanche da seduto.
Massaggia le tempie e nota i calzini: uno nero e uno blu scuro.
Lui, che ha sempre così tanta cura nel vestirsi, stavolta è uscito di casa talmente di corsa da non badare a cosa indossasse.
Un paio di Lee scuri, Converse nere ai piedi, maglietta amaranto Nike, occhialoni chiari.
Maledettamente bello, anche così. Vestito senza criterio.
Lui, con un bel fisico che non richiede l'aiuto della palestra, è tanto alto quanto spaventato.
Durante la notte il padre aveva avuto un infarto, ma questo lui ancora non lo sa. Marco non sa che il giorno prima i datori di lavoro del padre avevano deciso di licenziarlo, questo proprio non lo sapeva. E non sapeva neanche che a poche ore dal licenziamento il padre aveva ricevuto una lettera dall'unica donna della sua vita che gli raccontava dei suoi "ultimi" quindici anni. Aveva deciso di ristabilire un contatto e per farlo aveva iniziato a scrivergli della nuova famiglia, del nuovo lavoro, della nuova città. Marco non ne sapeva nulla. E come poteva? Il suo povero padre si era subito sentito beffato da quella donna che aveva tanto amato prima e odiato in seguito. Egli aveva cresciuto Marco da solo, con il povero stipendio e qualche lavoro in nero ogni tanto, mentre lei era intenta a fare la vita da naif.
Marco non sa ancora nulla di tutto ciò, si ritrova solo in quel corridoio vuoto e senza vita. Quel corridoio talmente lungo da sembrargli infinito.
Ha 23 anni e sa che non è ancora tempo di perdere il padre. Sa che a 23 anni si ha il bisogno di avere un punto di riferimento. Sa che ha 23 anni, ma in questo momento ne dimostra solo 5. Piange adesso.
E fa una cosa che non fa da tanto tempo ormai: si mette in ginocchio e prega.
Chiede a Qualcuno Lassù di lasciarli il padre intatto. Chiede la grazia e promette tanto. Di tutto. Promette di fare il bravo, più di quanto non lo sia già. Promette di lavorare nonostante il suo impegno nello studio di Architettura. Promette di fare volontariato, di far smettere al padre di fumare. Di sistemarsi, trovare una ragazza piuttosto che portarne sempre nuove nel suo letto. Promette di non comprare più grandi marche, di mettere i soldi da parte per comprarsi una casa. Promette di sistemare finalmente la Vespa del padre, glielo aveva promesso da tempo ormai. E sa che il padre si merita questo ed altro.
Promette e prega. Piange e incomincia a innervosirsi.
Si siede, ha male alle ginocchia.
Squilla il cellulare: Lisa. Lo spegne senza neanche riuscire a ricordarsi chi sia questa Lisa. La rossa del bar dell'altro ieri? La bionda disco-girl di qualche notte fa?
Non ricorda. Non gli importa.
Passa un'ora e Marco comincia ad irrigidirsi sulla sedia. E' nervoso e non riesce a calmarsi. Pensa a qualcosa da fare per distrarsi e l'unica cosa che gli viene in mente è il volto di sua madre. Cavoli, l'aveva dimenticato col passare degli anni. Lentamente aveva dimenticato le curve del suo corpo, il suo profumo sensuale e casto allo stesso tempo. Il suo sorriso di bambina, il modo incerto di camminare. Con gli anni aveva volontariamente scordato questi particolari.
Eppure adesso la avverte lì dentro, con lui. La sente vicina, come se stesse poggiando una mano sulla sua spalla per lenire il dolore.
Marco si alza di scatto da quella sedia ormai calda. Ha bisogno di fumare. Strano questo istinto per uno come lui, che fino ad allora non aveva mai fumato. Neanche uno spinello da ragazzino. Comincia a cercare la porta dell'ascensore che possa portarlo lontano, fuori da quel silenzio che rimbomba nella sua mente. E' un trambusto insopportabile e preferisce farne a meno ma come un forsennato si gira intorno senza uscire da quel candore putrido.
In preda alla rabbia dà un pugno al muro più vicino. Si risiede e decide di prendere un bel respiro per calmarsi ma tutto quello che ne guadagna è un pianto e qualche singhiozzo. Improvvisamente una donna con un camice spiegazzato esce da una porta secondaria e sicura si dirige da lui. Con poche parole e uno sguardo comprensivo riferisce incolore a Marco che non c'è stato nulla da fare.
L'accordo dei violini frena di colpo la sua melodia. Marco si volta e comincia a correre.
Salta sulla sua auto, quella vecchiotta. Quella che fu spesso causa di litigi con il padre, perchè Marco pretendeva un modello più nuovo ma nè lui nè il padre potevano permetterselo. Sfreccia via e accende la radio. Inutili canzoni d'amore decidono di disturbarlo e quindi spegne.
Non c'è molto da fare, corre e piange. Rischia un paio di volte di fare un incidente ma non gli importa, ormai non ha più nulla da perdere. Attraversa per ore strade sconosciute finchè non si fa sera. E' stanco e ha quasi finito la benzina. Si ferma in una strada provinciale e scende dall'auto. Respira forte e asciuga le sue lacrime, fa qualche passo e scova tra gli alberi un ruscelletto. Si siede e comincia a capire di dover stare calmo. Si sdraia e fissa le stelle in cielo, si chiede sconsolato se il padre si trovi già lì a guidarlo. Non si muove da quella posizione che lo rassicura, che lo rinchiude in una bolla lontano dai pericoli.
L'unica compagnia è l'acqua del ruscello che scorre piano piano, goccia dopo goccia.
Lentamente si fa mattino e Marco, che non ha mai chiuso occhio, sente delle voci allegre avvicinarsi. Si siede sul terreno scivoloso e da lontano vede i rami di alcuni alberi scostarsi. Ad avvicinarsi è uno spettacolo che logora Marco.
Una bella donna raccoglie i capelli in un foulard colorato e in braccio tiene un piccolo bimbo vestito d'azzurro. Dietro di lei, un uomo tiene con una mano una deliziosa bimba in gonnella e con l'altro un cesto da pic nic. Probabilmente la loro colazione.
Marco nota i sorrisi su ogni singola bocca di quegli esseri che gli sembrano così lontani da lui. Quel quadro i suoi occhi blu non l'hanno mai visto in casa sua.
Adesso Marco sa che deve decidere se prendere in mano le redini della sua vita oppure lasciarsi andare. Si sente in gabbia e nel frattempo così libero da tutti e da tutto.
Ha paura, ma gli occhi blu della madre e lo spirito guerriero del padre gli faranno compagnia ogni singolo giorno. E lui sarà guidato verso un porto sicuro.
27 June Dedicato a chi si attacca alla vita che ha. Leggero.Il sole investe i grandi occhiali e i capelli biondi,
la brezza leggera accarezza il gomito fuori dal finestrino,
suona un clacson e poi
lievi risate di piccole donne fuoriescono dalla macchina
mentre le note di una chitarra del Liga si diffondono tra i sedili.
Non hanno una meta quelle ragazze,
ma viaggiano insieme verso un luogo più sorridente.
Un luogo dove i problemi si possono risolvere e i ragazzi sono meno stronzi.
Di strada ne faranno, i chilometri sono tanti e le pause non mancheranno
ma quelle donne arriveranno a destinazione.
Dopo un anno, un mese, un giorno. Chi lo sa.
Nel frattempo vivono insieme ogni attimo di spensieratezza
anche se troveranno tanti ostacoli nel tragitto,
anche se in fondo la vera ricchezza non la troveranno arrivate a destinazione
ma semplicemente per strada.
C'è chi adora le comodità, i lussi e gli sprechi ma io preferisco la semplicità.
Io amo vivermi come sono,
e io sono una che si accontenta di poco.
A me non importa viaggiare in prima.
L'importante è che arrivo a destinazione nel binomio perfetto: felice&contenta.
Il vero viaggio non è la meta ma il tragitto
se trovi i giusti compagni d'avventura.
Se io trovo quelli come me pronti a viverci.
Perchè quelli come me si svegliano alle tre
e dicono che i giorni sono corti e poi quelli come me si svegliano a metà rimangono coi sogni mezzi aperti. E quei sogni, anche se a metà, si realizzano. Oggi è veramente il giorno della partenza di Susi.
La mia dolcissima Susanna, la ragazza che ho imparato a conoscere e che mi ha donato tanto,
la mia compagna di emozioni,
il modello da seguire anche se non vuole ammetterlo.
In questi due mesi mi mancherà, ma leggendola sarà come averla accanto.
[Cavoli, questo arrivederci è più triste dell'altro.]
Grazie per il tempo pieno,
grazie per la te più vera,
grazie per i denti stretti, i difetti,
per le botte d'allegria,
per la nostra fantasia.
Susi, l'amore conta. E tu ce ne regali tanto.
D'altronde ti chiami Susannamore e ti ringrazio per riempirmi le giornate con le tue parole.
Ci sentiamo a settembre!
.: Anche Paola, Dora [o MadamaDorè che dir si voglia], LuиαтιcA, Mely, Marisa e la Stellina vanno via.
E' un'epidemia? Mi mancherete... tutte quante :. 19 June Esprimi un desiderio ma non chiedere la felicità. Forse non esiste e allora il tuo desiderio sarebbe sprecato. Ma se continui a crederci, fà in modo che tu non abbia motivo di chiederla.Certe volte ho la sensazione
di essere un'aliena,
di abitare un mondo che non è mio.
Certe volte mi sento sola anche se mi trovo in una strada trafficata.
Certe volte ho talmente tanti pensieri che si rincorrono nella mia mente
che prima o poi, lo prometto, scoppierò.
Certe volte ho paura di guardarmi allo specchio.
Perchè certe volte i miei occhi sono verdi ma vuoti.
Certe volte cerco un abbraccio che ancora aspetto
e certe volte, si proprio quelle più stronze,
mi appendono ad un filo che non tarderà a lasciarmi cadere.
Giù.
Giù.
Giù.
Giù.
Se solo potessi avere il genio della Lampada... mi basterebbe un solo desiderio. Uno solo.
|una carezza al momento giusto, un libro che parli di me, un sorriso vero, uno sguardo orgoglioso, un cuore aperto ai miei sospiri, una poesia per me| 14 June Maybe I'm Fallen In An Illusion [Paturnie mie]
Stamane mi sono svegliata e mi sono resa conto che il mio cuore è arido.
L'amore ha sete e vuole bere canta Tiziano Ferro.
E sapete... lui ha ragione.
Ma come si fa?!?
Come si riesce a dissetare il cuore? Perchè sono convinta che la mia felicità dipenda dall'amore?
Troppe domande e poche risposte.
Stamane mi sono svegliata
e mi sono resa conto che il mio cuore è arido.
Ho capito finalmente che
- c'è differenza tra sentirsi leggera e sentirsi vuota - Stamane mi sono svegliata
e mi sono resa conto che il mio cuore è arido.
Poi però ho preso un libro
e l'ho sfogliato.
Ecco come mi sono impreziosita.
La felicità è amore, nient'altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa sente se stessa e percepisce la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non sono la stessa cosa: l'amore è desiderio fattosi saggio. L'amore non vuole avere, vuole soltanto d a r e.
Hermann Hesse
Siddartha
.| Credo di sentirmi inutile e desolata senza l'amore,
ma devo svegliarmi dal torpore.
Perchè brucia ancora sempre lo stesso sbaglio |.
09 June Caffè mattutinoIl caffè per lei era un rito sacro. Una superstizione a cui affidarsi ciecamente.
Ogni mattina doveva passare da quel bar e immettere caffeina nel suo sangue. Senza sarebbe morta.
O, cosa peggiore, avrebbe passato una cattiva giornata.
E non le importava se era da sola, seduta in quel tavolo. L'importante era gustare lui, l'Aroma.
E non le importava se lo beveva amaro. Era abituata così.
E come capita solo nei film, in una di quelle tante grigie giornate invernali, lei entra nel bar.
E' di fretta, la macchina è posteggiata in seconda fila con le frecce accese. Deve scappare al lavoro, con il suo tallier nero e la camicia verde pistacchio.
Con le sue décolleté e i collant neri. Con la sua borsa verde e le sue perle, un regalo della nonna, al collo.
Così bella. Bella come poche.
Un caffè, grazie.
Si siede a quel tavolino e mentre aspetta il cameriere ancora sonnecchiante nota un uomo affascinantissimo che la osserva.
Lei fa finta di nulla e beve il suo amaro.
Signorina non ha bisogno di stare a dieta, lei!
Co-come? Balbetta la donna.
Ha un bel fisico, non ha bisogno di bere quel caffè amaro. Ma, la prego, posso avvicinarmi al suo tavolo?
Lei non concede la grazia e scappa al lavoro.
Pensa a lui tutto il giorno. Pensa al fatto di essersi fatta scappare un bel uomo.
Da quanto non è legata sentimentalmente? Sembrano secoli. E sospira.
Però un sorriso poco dopo affiora alle sue labbra. Se lui era realmente interessato - sembrava davvero così poche ore prima - il giorno dopo l'avrebbe aspettata.
Le avrebbe chiesto ancora, con quella sua gentilezza affabile, di poter chiacchierare con lei. E stavolta avrebbe accettato.
Ma...
Settimane dopo, di lui non c'è nessuna traccia.
La donna come al solito entra al bar per il caffè, com'è di consuetudine. Disillusa non lo cerca più.
Lui. Quanti pensieri sprecati. Quante mattinate in attesa di una sua apparizione.
Ma lei è una donna forte, una di quelle definite "in carriera". Una di quelle che pensa solo al lavoro, niente famiglia.
E così una mattina come le altre si siede al solito tavolo. E' ancora presto, nel bar c'è solo lei e il barista. Fuori piove a dirotto e lei per colpa di quella stupida pioggia si è rotta un tacco. Sorseggia il suo caffè e non a torto pensa che la sua vita d'ora in poi senza l'amore sarà vuota come quel bar.
La sua vita sarà come quel liquido che la deride dalla tazzina:
A m a r a.
Ma ancora non sa che dalla porta alle sue spalle è entrato Lui... 07 June Non sono una S.αитα. Sono una D.σииα.
Oggi ho voglia di urlare. Di piacere.
[Perchè sono un angioletto ma ogni tanto cedo alle tentazioni. Anche io!] 02 June La Fяαтєℓℓαиzα è una forma di Aмσяє
. . Perchè c'è sempre lo stesso mondo davanti quegli occhi.
Si è fatta ormai sera! e la riempio di pensieri colorati.
Ascoltando musica etnica
salgo in macchina
e ballo come una danzatrice del ventre.
Giocando coi veli, sinuosa nei fianchi.
Giro le chiavi e accendo il quadro:
mi diverto ad assaporare cibi sconosciuti.
Mi chiedo quale sarà l'ingrediente segreto
mentre insegno una parola italiana all'amico più vicino.
E sorrido di cuore delle piccole scoperte
di una bimba che per me rimarrà per sempre la più dolce.
Svolto a destra.
Il mio cuore pullula di emozioni
arabe inglesi africane italiane.
Svolto a sinistra.
I miei occhi vedono la luce di una nuova era.
L'umanità teme sempre quello che non riesce a capire.
Io faccio parte dell'umanità,
ma oggi sono fiera di non fare parte di quella schiera
razzista, ipocrita e semplicemente stupida.
Sono sulla strada giusta,
mi sto avvicinando al centro del mondo.
Vuoi venire con me?
.sonosolopensiericonclusividiunamorechemiharesamigliore. 27 May Pomeriggi LatiniCome è facile studiare,
sedersi tra la natura
e sfogliare un libro di latino.
Sapere che domani ci sarà interrogazione
.per me.
Come è facile ascoltare la melodia degli uccellini
sorseggiando un thé alla pesca ghiacciato
e vedere le coccinelle danzare
.solo per me.
Come è facile ripetere Cicerone
giocando con il vento.
E immaginarmi sugli scogli di un mare
che col tempo è diventato un buon amico
.per me.
Come è facile ripetere paradigmi di verbi
ignari dei miei pensieri.
Ignari del fatto che per ora abito su nuvole
che vogliono ospitare
.solo me.
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Come è difficile disegnare cuoricini
se dentro c'è solo la mia iniziale.
.Solo me.
Come è difficile sdraiarsi per terra
senza altri pensieri.
Essere guardata come se al mondo esistessi
.solo io.
Come è difficile abbracciarsi
anche se fa caldo.
Anche se le tue mani sudate vogliono sfiorare
.solo me.
Come è difficile pretendere un bacino,
uno piccolino.
.Solo per me.
E' così facile scrivere un lungo tema sull'eutanasia, così difficile tenere una breve orazione sull'Amore.
.Per me.
Oggi niente colori nè immagini. Oggi egoisticamente parlo solo di me [in attesa di un lui]. E scusate la malinconia che mi attanaglia. Chi non vuole intristirsi, non mi legge. 17 May - Lentamente Muoio -Il fatto è che vorrei sapere cosa si prova ad Amare ed essere Amati.
Vorrei sapere se il bacio di due persone innamorate è completamente diverso da due persone che si attraggono fisicamente e b.a.s.t.a
Vorrei sapere cosa si prova a volere una persona talmente tanto bene da paragonarla ad una della tua famiglia.
Vorrei sapere cosa si prova a vedere la pioggia scorrere fuori ma sentirsi bene con l'Amato sotto le lenzuola.
Vorrei sapere se davvero l'Amore salva la vita.
Vorrei sapere cosa si prova a pensare solo ad una persona per 25 ore al giorno.
Vorrei sapere cosa vuol dire fare l'amore.
Vorrei sapere cosa significa camminare mano nella mano sotto le stelle.
Vorrei conoscere il gusto di un bacio rubato sott'acqua.
Vorrei avere il dubbio di quale regalo fare all'Amato per Natale. E fregarsene di riceverne uno in cambio.
Vorrei uscire con un Lui il 14 febbraio e non con le amiche per prendere in giro le coppiette-in-love.
Vorrei fare una cenetta romantica.
Vorrei provare la sensazione per la quale in una strada affollata riesci solo a vedere lui.
Vorrei essere talmente innamorata da sembrare smielatamente dolce.
Vorrei passare la notte in bianco per lui [a buon intenditore..] e poi svegliarmi al mattino con il primo raggio di sole. Lui mi starebbe già fissando da tempo e mi direbbe che sono bellissima così, senza trucco.
Vorrei alzarmi da quel letto per fare una doccia, ancora con Lui.
Vorrei sapere cosa si prova a fare colazione con un cornetto diviso in due.
Vorrei sapere cosa si prova a dormire sicura di essere protetta.
Vorrei sapere cosa vuol dire avere uno sguardo d'intesa. Magari anche malizioso.
Vorrei sapere cosa si prova a sfogliare un quaderno pieno di cuoricini e di iniziali, le mie e le sue.
VoRrEi SaPeRe CoSa Si PrOvA a SeNtIrSi TaLmEnTe InNaMoRaTa Da FaRe QuAlSiAsI pAzZiA pEr LUi, SoLo PeR lUi.
Vorrei sapere cosa si prova a sentire un brivido percorrere la schiena con un solo abbraccio.
E no, non vorrei che qualcuno mi rispondesse.
Le mie domande avranno una risposta, ma sarà la mia.
Amare è un mio diritto e non me ne avvalgo.
Non ne ho MAI usufruito.
Povera вιмвα. Cosa ne sai della vita?
Se Vivere vuol dire Amare io non ho mai vissuto.
Questo lo so.
* Un pò di colore può darmelo solo l'Amore. * |
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