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13 avril Ricomincio.No, non lo cancello.
Questo blog fa parte di me. Sono rinata, cresciuta e maturata qui dentro.
Molte persone, quelle più importanti per me, si sono allontanate da questo mondo. E ormai stare qui dentro sta stretto anche a me.
Mi allontano, volevo farlo in silenzio ma devo molto alle persone che finora mi hanno letta.
Quindi vi comunico che la mia voglia di scrivere, quella no che non l'ho persa. Ci saranno sempre alti e bassi, non lo nego: ma la scrittura mi accompagna da 18 anni e non posso fare a meno di lei.
Se vi va, siete i benvenuti qua: http://animadighiaccio.splinder.com/
E se passate, commentate, in modo che me ne accorga!
Vi voglio BENE. 9 février E mi sembra di ritornare alla tredicenne frustata ed insicura che ero un tempo. Una sorella troppo egocentrica per capire che il mondo, a volte, può ruotare anche senza di lei.
Una sorella che porta una pagella di sei e cinque e che non viene sgridata. Una sorella che può fare della sua ignoranza un vanto, una sorella che non si sentirà mai urlare dietro che è una figlia incapace. Una sorella che la mattina viene svegliata con un bacio sulla guancia, e NON dalle urla di una madre mentalmente disturbata.
Una madre che è il prototipo di donna che mai vorrei diventare: ignorante, ottusa, accondiscendente, mantenuta.
Una madre senza aspirazioni, che vive ogni giorno con apatia assoluta e che non riesce a trasmettere un poco, dico un poco!, di gioia o affetto.
Una madre che rispetto in quanto tale, ma che se fosse una donna al di fuori della mia famiglia considererei fallita.
Un padre che, manco a dirlo, è il sunto di tutti i difetti del genere umano. Idiota, razzista, violento, ingenuamente furbo, politicamente schierato dalla parte sbagliata, mediocre, uomo dalle mille facce. Lo odio più di tutti.
Che famiglia di merda, la mia.
E sono sere come queste che sogno una terra il più lontano possibile dalla mia.
Lontano dai limiti della mediocrità. 20 janvier Morire è facile. E' il vivere, che è difficile.
Seduta sopra il tetto di casa, in una delle tante grigie mattinate invernali, Sara fissava il vuoto.
Erano tre giorni che non andava a scuola. Si sentiva in colpa, in fondo non stava male.
Almeno, non fisicamente.
Era da qualche tempo però che ogni sfaccettatura della sua vita rimaneva inerte ed incolore.
Non aveva voglia di fare niente.
Si alzava dal letto e non aveva nessuno scopo. Nessuno.
Non si poneva più domande. Non parlava con le persone. Non coltivava i suoi interessi.
La sera prima si era chiesta se era vero che l'anima pesasse solo 21 grammi.
Davvero tutte le anime hanno lo stesso peso? L'anima di un assassino pesa realmente come quella di una bimba?
Forse il peso è uguale, forse cambia il colore.
La sua anima era indubbiamente color sabbia. Non perchè ogni tanto emettesse dei bagliori come i raggi di sole che si infiltrano tra la rena.
Macchè.
Semplicemente perchè il color sabbia non le piace. La disgusta, anzi.
E la sua anima non le piaceva affatto, tant'è che voleva al più presto liberarsene.
Fissava il vuoto e non aveva paura. Questa era la sensazione che voleva avere da tempo.
Sentirsi invincibile. Dimostrare come un possibile passo falso in quel momento non avrebbe potuto aggravare la situazione.
Peggio di così non poteva stare, tanto.
Dondolò un piede mentre una folata di vento le faceva perdere impercettibilmente l'equilibrio.
Sospirò lievemente.
Il battito del cuore curiosamente rallentava.
Non era neanche eccitata. Stava per fare un salto nel vuoto e non provava il minimo timore.
E' per questo che aveva deciso di farla finita: che senso aveva continuare a calpestare le strade che la circondavano se non si sentiva appagata?
Che senso aveva vivere? Cosa voleva dire vivere?
Aveva solo risposte negative che le ronzavano in testa.
Idee malsane che sono implose dentro di lei.
Lei che non voleva più avere debiti con il mondo, lei che aveva deciso di alzare la voce per l'ultima volta.
Lei che di lacrime ne aveva consumate fin troppe.
E ad un tratto, senza neanche pensarci, semplicemente si lasciò cadere.
Volava via come una rondine in primavera e mentre scendeva in picchiata verso terra si rese conto.
Ora che vedeva avvicinarsi l'asfalto avrebbe voluto tornare indietro.
La vita ha sempre senso, certo che ce l'ha.
Lo doveva solo scoprire.
La vita è preziosa. Come aveva fatto a non capirlo prima?
Ma ora era troppo tardi, ora inesorabilmente stava per conoscere la morte.
Tra pochi secondi si sarebbe schiantata al suolo, ma non voleva più vedere.
Chiuse gli occhi, li strinse forte e pregò che qualcosa o qualcuno la venisse a salvare.
Sara urla e apre gli occhi.
Intorno è tutto buio, la porta della stanzetta è chiusa ermeticamente e la lucina da notte è sempre lì al suo posto.
Le coperte sono scivolate a terra; si passa velocemente una mano sulla fronte e si rende conto che è sudata.
Al buio allunga la mano e prende il bicchiere riempito d'acqua prima di andare a dormire.
Lo beve tutto d'un sorso e pian piano si rasserena.
E' stato solo un brutto sogno. 6 janvier L'eleganza del riccioLo dice uno dei personaggi di Taniguchi: vivi, muori, sono solo conseguenze. È una massima del go e una massima di vita.
Vivere, morire: sono solo le conseguenze di ciò che abbiamo costruito. Quello che conta è costruire bene. Allora, ecco, mi sono imposta un altro vincolo.
Smetto di demolire e disfare, e comincio a costruire.
Il primo libro dell'anno, L'eleganza del riccio, mi è stato consigliato dalla mia dolce Bea.
E devo dire che era da tempo che la lettura di un libro non era così deliziosa e importante.
Un libro così intenso, così elegante, così determinante, così sensibile.
Il primo gennaio ho divorato la prima parte, finché non ho letto questo brano e sono rimasta senza parole, perchè riassume tutta me stessa e le mie voglie.
Mi è sembrato proprio di buon auspicio. Ed è per questo che continuo a credere fermamente che il 2oo9 sia il mio anno.
30 décembre Happy 2oo9 to me.Il 2oo9 sarà un anno carico di emozioni. Di rinnovo dell'anima e delle situazioni.
Non voglio scrivere qui i miei propositi, no.
Dall'anno prossimo non voglio propositi, idee... voglio fatti.
E anche se è tempo di bilanci, io qua non voglio parlare del mio passato. Dico solo che per molti versi questo 2oo8 non doveva essere vissuto e me ne voglio liberare al più presto. Dimenticarlo in fretta.
Qui dentro voglio solo ricordarmi quanto speciale sarà per me l'anno che sto per affrontare.
Il 2oo9 per me sarà l'anno:
- della maturità
- della fine della scuola
- dell'inizio dell'università
- del tatuaggio
- del tanto sospirato allontanamento da questa città che mi soffoca
- della scrittura del mio libro
- della scrittura del nostro libro
- della gita dell'ultimo anno a Berlino
- di un nuovo amore
- del passaggio dal perfezionismo all'autoironia
- della ricerca dell'amicizia, quella vera
- del concerto dei Coldplay (o almeno lo spero!)
- del ritrovo dell'innocenza e della sensualità allo stesso tempo
- della soddisfazione di me stessa
- della RINASCITA di Rossella
Bย๏ภ 2oo9 ค ๓є. 21 décembre ∂єαя Sαитα Cℓαυѕ...Caro Babbo Natale,
incredulo di leggere questa lettera, eh?
E' vero, sono passati 13 anni, lunghi ma vuoti, dall'ultima volta che ti ho scritto.
Scusa il mio silenzio, ma quando avevo 5 anni mio cugino mi ha detto che non esistevi. Ho chiesto in giro incredula ma tutti gli hanno dato ragione.
Avevo perso la fiducia in te, lo sai? Non credevo più che tu esistessi.
Sono esattamente 13 anni che non ti penso più.
Quando ho smesso di credere in te pian piano mi sono resa conto che ti sei portato via tutto quello che riguarda il Natale.
Non credere in te era come non credere più nel 25 Dicembre.
Da quel giorno in poi i miei regali li ho sempre chiesti a mamma e papà che, più o meno, sono sempre riusciti ad accontentarmi.
Anzi, a dirti la verità, negli ultimi due anni i regali me li sono fatta direttamente da sola: mi sono sentita appagata e soddisfatta.
Mi sono sentita grande.
Ma poi mi sono chiesta cosa c'era di bello in tutto questo.
Dov'era sparita la magia.
Perchè io non ci vedo nulla di magico nello spendere i soldi della paghetta in oggetti che il Natale successivo neanche utilizzerò.
Quest'anno lavoro, lo sai? Quest'anno niente paghetta, ma i soldi che entrano nel mio portafoglio soddisfano ogni mio piccolo desiderio.
Eppure quest'anno non comprerò niente, lo sai?
Perlomeno, non mi farò regali. Nè, com'è diventata abitudine, riceverò qualcosa dai miei.
Farò un grosso regalone a mia sorella (un tuo elfo è venuto a dirmi che voleva la Nintendo Wii, non sgridarlo!) e basta.
Il regalo per me sarà di tipo morale. Niente oggetti quest'anno: ho deciso di adottare una bimba a distanza, tutta mia.
Riceverò sue notizie regolarmente e anche se non posso assicurarle un futuro piacevole, almeno so che il suo presente sarà passabile.
Cibo e istruzione assicurati.
Non è niente di che, lo so. Non saprò neanche se questa bimba sia felice.
Perchè è la felicità quella che conta, sopra tutto.
Ed è questo l'unico mio desiderio: la felicità.
Babbo Natale, non ti ho chiesto niente in 13 anni e prometto di scriverti ogni Natale non per chiederti qualcosa ma per sapere come stai.
Ma adesso, adesso che ho ricominciato a credere in me, nella magia del Natale e in te... adesso vorrei un pezzettino di felicità.
Aspetterò con ansia il 25 mattina, quando sotto l'albero mia sorella scarterà il mio dono e mi abbraccerà forte forte.
Aspetterò di svegliarmi quella mattina con il sorriso. Aspetterò di poterti scrivere che il tuo regalo più difficile è stato recapitato.
E se non ce la farai, non importa. So che è dura rendermi felice.
Ma prometto che non mi abbatterò, che me la cercerò da sola quella felicità.
Perchè fino a qualche mese fa andavo in giro a dire che non esisteva, che non ci credevo. E invece adesso me la immagino, tutta dorata e splendente più delle stelle.
Adesso credo in lei, e la voglio. A tutti i costi.
Perchè quello che quest'anno è diverso dei Natali passati è che so di meritarmela, la felicità.
Con tutto l'affetto possibile,
Rossellina
Bย๏ภ Nคtคlє a tutti! 10 décembre Chi resta qui spera l’impossibile. O no?Perché non può essere abitudine Dicembre senza te.
Ti avevo promesso tante cose.
Che non ti avrei mai più pensato. Che non avrei scritto di te. Che non avrei avuto nessun rimpianto per noi due. Che non sarebbe più dovuta esistere la parola NOI. Che sentendo la parola Roma non avrei dovuto accostarla a te. Che chiacchierare con i tuoi amici ogni tanto non avrebbe dovuto danneggiare la mia salute mentale. Che passando davanti la tua ex scuola non avrei ripensato ai nostri giorni felici. Che passando davanti il 'nostro ' posto non avrei mai più pianto. Che di te avrei dovuto conservare solo i ricordi migliori. E che quei ricordi li avrei dovuti tirare fuori dalla scatola solo più in là.
Ma non ti ho detto che quella scatola non l'ho conservata mai. Non è sotto il letto o dentro il ripostiglio. E' sempre lì, poggiata sulla scrivania, pronta ad essere rivoltata in ogni momento.
Qui piovono i ricordi.
E ti giuro che ogni volta fa male. Il dolore non si placa.
(Mi avevi giurato che i ricordi con il tempo avrebbero perso colore. Un'altra promessa non mantenuta.)
Ma intanto oggi è il tuo compleanno.
20 anni e neanche un briciolo di maturità.
Pazienza.
Il fato ha voluto che 4 anni fa mi innamorassi di te e nessuno può sottrarsi alla freccia di Cupido.
Tutti tranne te, che mi ami e questo lo sa il mondo intero.
E che continui a vivere la tua vita come tutto ciò non abbia peso nè importanza.
Pazienza, continuo a ripetermi.
Ma adesso sono stanca. Ridammi la mia vita e la mia serenità. Te lo chiedo per favore.
Tra poco è Natale, fammi questo regalo.
Buon compleanno amore mio. 29 novembre .e somiglio al mondo in tanti aspetti e nei difetti più evidenti.
Certe volte ho la netta sensazione di avere inserito la modalità “pause” nel mio corpo e vedere gli altri muoversi a velocità più o meno costanti. Come se fossi una spettatrice passiva di tutto quello che mi accade intorno: io sto lì, ferma immobile come in una scena di un film. Dovrei ribellarmi, cercare di scrollarmi di dosso questa indolenza imposta, ma poi mi chiedo perché dovrei farlo. Io convivo benissimo con questo atteggiamento. Vedo la gente affannarsi, preoccuparsi, correre a destra e a manca; invece io nel mio cantuccio ci sto più che bene: è caldo, accogliente, sa di me. Trovo sempre una cioccolata calda e un buon libro ad attendermi mentre guardo la gente passarmi davanti, giocare con i sentimenti degli altri e farsi del male. La mia invece non è una maschera, non è non voler costruire rapporti con gli altri, è proprio un altro stile di vita. Perché io la penso come Nietzsche: il tempo è ciclico, ogni evento fatto una volta irrimediabilmente tornerà indietro di nuovo. Quindi, perché affannarsi? So che in questo modo non colgo l’attimo e non mi godo le piccole gioie della vita, ma almeno so che così non mi procurerò altre ferite. E per ora mi basta questo: sapermi protetta dal mondo che ruggisce là fuori. 26 novembre Violet hill
I тσσк му ℓσνє ∂σωи тσ νισℓєт нιℓℓ тнєяє ωє ѕαт ιи тнє ѕиσω αℓℓ тнαт тιмє ѕнє ωαѕ ѕιℓєит ѕтιℓℓ.
ς๏l๔קlคy 16 novembre Come back.Improvvisamente piove. Prima toccano terra poche, irregolari gocce; poi il cielo viene squarciato da mille lampi. La notte si accende. La notte si spegne. Il gioco va avanti per molto, finché anche il temporale lassù si stanca di giocare. Rimane solo qualche tuono in sottofondo mentre lei resta ad osservare dalla finestra le poche persone in un’inutile ricerca affannosa di un qualche riparo. Perché avere paura di bagnarsi? L’acqua depura da ogni peccato, tutti lo sanno. E lei, che ne ha tanti di peccati da espiare, desidera stare là sotto, per strada. Senza ombrello e senza un cappotto. Soprattutto senza paura. Ma c’è un peso enorme dentro il suo cuore immenso, un peso che non la fa muovere. Ragiona per frasi sconnesse e con occhi vitrei fissa le sue mani senza un motivo apparente. E’ da un po’ di tempo che sembra assopita, uno stato d’animo che non le permette di andare avanti ed accogliere la vita se non a braccia aperte, almeno con gentilezza. Un tuono spaventoso bussa tra i suoi pensieri. E poi un altro. E un altro ancora. Per un millesimo di secondo si ridesta dalle sue ingenue riflessioni ma poi, apatica, ritorna nei meandri più profondi del suo cervello. Chi osservandola, si stesse chiedendo cosa porta una ragazza una volta piena di vitalità a comportarsi in questo modo, la risposta purtroppo è solo una - la più pessimistica di tutte: la vita. Il dolore cambia le persone, le tempra, le rende più insicure, le rende più consapevoli, le priva di qualche attimo di serenità, le fa costruire degli scudi intorno al cuore. E lei ormai di scudi intorno al cuore ne ha messi talmente tanti che praticamente non c’è spazio per altro. Il problema è che non riesce a trovare il modo di buttarli via, pur volendolo. Ha tentato di estirparli lei stessa dalla terra in cui sono infossati, ma niente. Ha chiamato un ferramenta che potesse tagliarli via, ma niente. Ha provato a calpestarli, bruciarli, raderli al suolo, ma niente. Poche cose sono dure e durature come il ferro di quegli scudi: una di quelle è il dolore. Ma lei ha fatto una promessa e vuole mantenerla. Lei sorriderà alla vita, quella disgraziata che le ha portato via parecchio. Lei imparerà a fare buon viso a cattivo gioco. E finalmente potrà dire di esserne uscita vittoriosa. Il cielo si è schiarito e la pioggia adesso è lieve. Lei si alza, consapevole, dalla sedia e apre le imposte: respira l’aria pulita di terreno bagnato e si concede il primo sorriso della giornata.
Da oggi prometto di non essere più prigioniera delle mie paure più nascoste.
16 avril Si, si! Sono ritornata!Che emozione ri-scrivere qui dentro.
E' quasi un mese che manco, lo so lo so.
Purtroppo non mi sono fatta sentire con nessuno. Proprio con nessuno.
Ho affrontato un percorso difficile, un cammino che non è ancora arrivato a metà. Eppure mi sento molto più forte adesso.
Meno sola. E, udite udite, sorridente.
Ho aperto il mio cuore [e il mio stomaco] e sono stata capita. Sono stata aiutata.
Ho perso molte persone in questo tragitto, persone che nel loro cuore mi vorranno sempre bene ma che sono troppo deboli per vivere accanto ad un tipo di persona come me; eppure paradossalmente sono pronta a ripartire da zero.
Mi è mancato stare qui dentro.
Mi sono resa conto che tre-quattro persone che appartengono a questo mondo virtuale sono reali nel mio cuore.
Non le ho smesse di pensare neanche un giorno. Ho avuto la possibilità di stare al computer, è vero, ma non mi sono fatta viva solo perchè volevo ritornare trionfante.
E allora eccomi qui.
Non ho il tempo di passare da voi, da ogni singola persona, perchè mi è permessa solo mezz'ora al giorno davanti il pc.
Preferisco dirvi qui che ormai la fase critica è passata, in teoria da adesso in poi dovrei solo stare bene. Però non prometto ancora un mio ritorno qui, non prometto di incominciare a scrivere nè a rispondere ai vostri commenti.
Vorrei lasciare dei piccoli pensieri a degli angioletti che senza saperlo mi hanno fatto compagnia nei giorni più bui e nelle notti più tormentate [siete messe in ordine di età e non di importanza! Siete tutte speciali nel mio cuore!]:
Susibella, si tu sei proprio bella. Bella bella bella. E non dico solo esteriormente, lo sai. Non aggiungo altro, tanto lo sai che per me [con tutte le fregature che hai preso nella vita e con tutte le debolezze-punti di forza che ti ritrovi] sei il mio primo Esempio da seguire.
MiaBea, ti adoro e lo sai. Solo tu forse immagini quello che sto passando e spessissimo ti ho pensata; ho parlato anche di te a volte. Forse ti sono fischiate le orecchie? Eh.. ma lo sai che tivogliobenefinoalcielo!
IncantevolePaoletta, ti ho pensata più di quanto immagini. E riflettendo sulle tue parole, tutte quante, ho notato che tu possiedi una luce speciale; devi solo imparare a tirarla fuori: vedrai quanti occhi saranno puntati su di te! DolcissimaFede, sento di stare perdendo pezzi di te; eppure non temo nulla. Ti prometto che prima o poi quella passeggiata a Roma la faremo, perchè io voglio e so che tu la pensi ancora come me. Sono strasicura che al più presto faremo quel "bel giro per Roma magari sotto il sole cocente,magari fra i vicoletti romani,magari sotto l'imponente Colosseo,magari camminando per LungoTevere,magari con un bel gelato in mano.."
Non ho citato tutti coloro che, chi più chi meno, è stato presente qui dentro e mi ha capita o aiutata, ma ognuno di voi sa che mi ha donato qualcosa e per questo merita tutto il mio rispetto.
Scusate se non passo da voi ma il tempo stringe. Qui la mia vita ormai è diventata una corsa contro il tempo!
Vi mando un singolo sorriso ad ognuno di voi, oggi [come da un pò di tempo, del resto] ne ho tanti quanti bastano per ricoprirvi tutti quanti!
Vi voglio bene. Di un bene sincero. 22 mars I'm meBuongiorno Mondo, come va?
Qui tutto come al solito... Rossella si sveglia senza voglia di vivere, bagnata da ricordi ormai lontani.
Rossella mette i piedi a terra ed ha talmente ghiaccio nelle membra che non riesce a sentire il gelo delle mattonelle che le penetra nelle ossa, veloce e micidiale.
Rossella scende in cucina e fa colazione, non perchè deve ma perchè ha fame, tanta fame. E dopo aver ingoiato l'ultimo boccone ecco che si ripresenta puntuale come un orologio svizzero quel tremendo senso di colpa che la spinge a sentirsi sempre insoddisfatta del suo corpo.
Rossella guarda l'orologio, è tardi, deve correre a scuola: quel luogo che ama e che sa che le mancherà, pullulato però da ragazzini e ragazzette odiosi perchè... neanche lei lo sa.
Non sono le marche ostentate, nè il modo di sorridere, nè il fatto che la guardano dall'alto in basso. Lei è semplicemente contenta di essere diversa da loro perchè loro ragionano in un modo alquanto provinciale. Grezzo. Idiota. Lei è contenta ma dispiaciuta, perchè tu Mondo sai quanto lei vive male questo non-rapporto con te.
Rossella corre in bagno a sistemare quei biondi capelli con la piastra e pensa che forse sarebbe meglio una permanente.
Si, lo so, Mondo: a Rossella non va mai niente bene, è quella pronta a giudicare tutti e tutto.
Ma tu forse Mondo non sai che Rossella giudica perchè teme che gli altri possano avere un giudizio su di lei. Malvagio. Crudele. Orribile.
No, Mondo, non lo sa lei che forse potrebbe piacere a qualcuno: perchè quando tutti gli idioti che la circondavano le facevano del male lei ha saputo guardarli dritto negli occhi ma poi quando arrivava in cameretta piangeva e soffriva. Oggi a quattro anni di distanza da quelle violenze mentali lei ogni tanto ritorna indietro con i ricordi e si ferma a quel periodo buio di cui resta un'unica enorme ferita sul cuore. Una ferita ancora più grande da quella lasciata dall'unico lui che l'ha voluta veramente. Una ferita cicatrizzatasi male che può essere toccata con mano per sentirne il suo spessore e la sua durezza.
Mondo Rossella non ti sente... bfeo... sen.. ghrfs... la solita interferenza [o è solo indifferenza?].
Rossella piange, come ogni giorno. E come ogni giorno indossa quella maschera sorridente, amichevole, disponibile mentre il cuore si strazia terribilmente.
Un giorno Rossella sa che finirà in ospedale con tutte queste lacrime interne che sommergeranno la sua anima, ormai dilaniata dal tempo e dagli eventi.
Mondo sei ritornato giusto in tempo per sapere che Rossella conserva un segreto: lei non ha mai smesso di fare quella cosa che non deve fare. E al diavolo a te Mondo, che tanto non le vuoi bene neanche un pò.
Passo e chiudo.
E prima di pubblicare questo post già mi vergogno,
è solo uno sfogo tra i tanti, niente di più, scusate.
Ma il fatto è che ho deciso di lasciare questo mondo virtuale per un pò.
Scusate se non passo a salutarvi tutti quanti,
ma ho questioni di grande importanza da risolvere con me stessa.
Spero di ritornare sorridente qui dentro,
nel frattempo se tutta questa mia malinconia non vi piace,
semplicemente non leggete.
ADDIO 17 mars ' come al solito, alterno alti e bassi 'L'uomo dalla faccia etrusca viene a trovarla una volta alla settimana.
Ha gli occhi azzurri e i capelli ricci, bruni. Soffre di paure dolorose.
Ha paura di tutto, anche dei sogni tempestosi che fa.
Ma soprattutto ha paura degli avvelenamenti, delle malattie, del sangue che scorre, delle ferite.
Per questo è così tenero coi fiori che interra delicatamente, come seppellisse un tesoro, lasciando che le foglie nuove crescano libere intorno a un gambo bene innaffiato e ripulito.
Per questo lava e rilava i bicchieri sporchi.
Per questo il suo cuore assomiglia all'interno della sua casa, in cui ogni mobile è pulito e sgombro di oggetti inutili, in cui i vestiti stanno chiusi negli armadi e mai ciondoloni abbandonati sulle sedie.
Per questo le sue camicie sono stipate sulla mensola e sanno sempre di sapone.
Per questo nel suo bagno il tubetto di dentrificio sbuca dal bicchiere di grosso vetro opaco come fosse un fiore e la boccetta dell'acqua di Colonia se ne rimane quieta e pulita accanto al sapone dal profumo di mughetto e al pettine candido che giace senza un capello attaccato ai denti, davanti al colluttorio di un bel color malva.
Colomba, Dacia Maraini
E' un periodo che non scrivo più.
Non riesco più a dare voce ai miei pensieri, cerco invece me stessa nei racconti degli altri e non riesco a trovare un valido motivo.
Ecco la donna che, pur non conoscendomi, attualmente è quella che sa descrivermi meglio.
Solo lei ha intuito quanto il mio cuore sia congelato.. e abbia paura di scongelarsi.
Solo lei e i suoi grandi occhi color del mare, capaci di trovare ancora il gelo tra le mie ali che non hanno imparato a volare.
Lei c'è riuscita e io no.
Non mi sembra una cosa tanto normale.
8 mars Il potere del doloreIl dolore ti colpisce in tutte le sue forme: una fitta leggera, un pò di amarezza, un dolore che va e viene, la normale sofferenza con cui conviviamo tutti i giorni.
Poi c'è un tipo di sofferenza che non riesci ad ignorare. Una sofferenza così grande che cancella tutti gli altri pensieri, che fa scomparire il resto del mondo.
E a un certo punto non riusciamo a pensare ad altro che alla nostra grande sofferenza. Come affrontiamo il dolore dipende da noi.
Il dolore: ci anestetizziamo, lo accettiamo, lo elaboriamo, lo ignoriamo. E per alcuni di noi il miglior modo per affrontarlo è conviverci.
Il dolore: devi aspettare che se ne vada, sperare che scompaia da solo, sperare che la ferita che l'ha causato guarisca.
Non ci sono soluzioni né risposte facili.
Bisogna fare un respiro profondo e aspettare che il dolore si nasconda da qualche parte.
La maggior parte delle volte può essere sopportato, ma a volte il dolore ti afferra:
quando meno te lo aspetti ti colpisce sotto la cintura e non ti lascia in pace.
Il dolore: devi solo conviverci, perché la verità è che non puoi evitarlo e la vita te ne porta sempre dell'altro.
Tratto da Grey's Anatomy
Dedicato a chi come me cerca di sopravvivere ogni giorno a questo marasma di incidenti e accidenti pronti ad abbatterci come pedine di un gioco amaro. Mi chiedo solo se siamo in pochi ad agonizzare, o se tutti gli altri riescono a nasconderlo. 24 février -Il momento prima di addormentarsi non dovrebbe esistere mai.
Mai.
Odio i miei pensieri sempre presenti. 6 février L'esattezza della conclusione
E' paradossale. Credi di sapere ciò che vuoi e ciò che sei, che significhi per gli altri, quali siano i tuoi punti di riferimento; Poi ad un certo punto succede qualcosa, qualcosa che ti sfugge di mano: all'inizio non capisci, non ti rendi conto, non credi che sia possibile; Allora torni indietro, guardi tutto quello che ti circonda e continui a non capire. E così comprendi che in realtà non sei più tu, non sai più cosa vuoi, non sai nemmeno più chi sei. Credi di essere un danno un po’ per tutti ma soprattutto per te stesso, ma non è questo il punto: il punto è che è colpa tua ed è questo che non accetti. Non accetti che per una volta tu possa essere l'oggetto da giudicare piuttosto che il giudice, le premesse del sillogismo si sono invertite, si va al contrario o forse si è sempre andati così, non si sa più... Niente è più nitido, vedi delle ombre scure che in lontananza cercano di dirti qualcosa, cercano di parlarti, tu poni il capo verso di loro ma il baratro si avvicina, ti stai trascinando dentro e non lo scorgi neanche, non lo vedi, o forse lo vedi ma non vuoi capire, e forse a volte capisci ma non vuoi ammettere che sia possibile, tutto ciò che in fondo è stato, a volte la conclusione del sillogismo è più facile di quando sembri...
Charles Grenn
Niente più crisi di identità da oggi.
So che con il carattere che mi ritrovo mi scoprirò spesso persa tra i miei pensieri.
E sicuramente avverà nei momenti peggiori: durante il compito di matematica, guidando in motorino, parlando con le amiche.
Però stavolta mi ci metto d'impegno.
Ho appena scoperto di essere coraggiosa, il che mi dà molto da pensare.
Sarò una crocerossina meno attiva per gli altri: prima verrano le cure per i MIEI dolori.
Mi dispiace, ma gli altri passeranno in secondo piano.
E soprattutto: dimenticherò i verbi assecondare e rinunciare. Per me da oggi non esistono più.
Promesso!
26 janvier Not Today.Fuori il sole è tramontato da un bel pezzo e il tempo gelido infuria bussando alla finestra.
Dentro una ragazza è seduta alla scrivania: sta battendo velocemente i tasti del computer.
Sul tavolino, un'abat-jour diffonde luce calda sul libro di greco e le mani della ragazza.
E' bionda, porta un paio di occhiali da vista e ha i capelli raccolti, fatto strano per lei che adora portarli sciolti.
La situazione sembra irreale perchè di solito lei ascolta la musica quando fa i compiti ma stavolta l'unico rumore in sottofondo non è la voce un pò roca di Ligabue o gli accordi degli Ac/Dc bensì il ticchettio di un orologio fastidioso.
Nell'aria si diffonde un lieve profumo di arrosto e lei imperterrita continua a scrivere, nonostante i brontolii che bussano al suo stomaco da circa un'ora.
E' prontooooo! urla la madre dal piano di sotto. Lei chiude il documento, spegne il pc e si alza dalla sedia.
Sta per scendere le scale quando il cellulare sulla scrivania vibra. Lei si avvicina consapevole di trovarvi solo brutte notizie: e infatti il mittente del messaggio è il suo ex.
Legge poche lettere, parole che le entrano dentro e le fanno male.
Le ennesime scuse per essersi comportato da coglione. L'ennesima giustificazione. L'ennesimo "non ti merito, lo so".
E per l'ennesima volta, la ragazza è costretta a leggere e incassare. Posa il cellulare e corre allo specchio: una lacrima riga il suo volto ma lei, fugace, l'asciuga.
Sorride a se stessa, forse per farsi forza, forse per nascondere le sue ferite quotidiane.
Ma deve andare di sotto, i suoi l'aspettano per mangiare e mentre scende le scale si chiede che cosa ne sarà di lei continuando così, a rosicare per un attimo di serenità.
Ma il suo nome è R o s s e l l a. E in fondo domani sarà un altro giorno.
Un giorno di speranze o di sofferenze?
11 janvier Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa_Quando l'amore vi chiama, seguitelo,
sebbene le sue vie siano difficili ed erte.
E quando vi avvolge con le sue ali, cedetegli,
anche se la lama nascosta tra le piume potrà ferirvi.
Quando vi parla, credetegli,
sebbene la sua voce possa frantumare i vostri sogni
così come il vento del nord arreca scompiglio al giardino.
Questo è l'Amore per Kahlil Gibran.
Pura, lirica poesia: non c'è dubbio.
Ma credo che nel rapporto tra due persone non basti, pur essendo un sentimento enorme. Forse immenso.
C'è una forza che spinge due esseri a completarsi interamente, una forza che strema e snerva, sensuale, una sete, un rovello che trapana i muscoli e persino le ossa, una lama affilata: l'eros.
Più che un sentimento, una passione che nasce dal cuore e non passa mai dal cervello, più pungente delle spine di una rosa rossa, più profumata di una pesca mattutina, più colorata di un arcobaleno dopo un lungo temporale, più seducente del più bravo ballerino di flamenco. Più saporita del sale e più dolce della Nutella.
E' una linea a volte spessa, altre sottile, riesce ad insinuarsi tra i pensieri più nascosti o i gesti più rivelati.
L'eros è presente, volente o nolente, nella nostra vita: è una costante di tutti i giorni.
Lo avverti cambiando canale della Tv, correndo in un prato con il vento contro, nuotando a mare, indossando un vestito, passeggiando in centro con gli amici, in una chiacchierata al telefono, guardando un film. E' un furore che spinge ad arrabbiarci, è una vocina incantevole che ci accompagna per il resto della giornata.
L'eros è goduria. E' ambiguità. E' passionalità. E' dolore e piacere. E' fatalità. E' sesso. E' Amore.
Oggi l'ho indossato con l'abito di seta scura e il profumo di una Donna.
Non vorrei mai privarmene.
_Non va più via l'odore del sesso che hai addosso si attacca qui all'amore che posso_
Esiste un eros-dipendenza?
Ma soprattutto: si nota che ho visto "Lust"?
23 Gennaio 2008:
Auguroni Tesoro Bello.
Lo sai che vorrei essere lì con te a festeggiare...
Ti VOglio bEne!! 3 janvier Parole di fuoco. Ma stavolta ad ardere non è la passione, sei tu.Perchè quando un uomo deve scegliere tra tanti amori diversi
sceglie sempre quello sbagliato?
Tu.
Hai preferito lei, che può soddisfarti fisicamente ma che non ha una morale.
Hai preferito il piacere carnale a quello mentale.
E chi ti ha detto che forse non ti avrei donato anche il mio corpo dopo il mio cuore?
Illuso, questo sei. Un povero idiota che si crede tanto grande. Sai come sei? Bello. [Ma è la tua unica qualità.]
Sei uno stupido che si credeva il re del mondo intero solo perchè aveva una storia non-impegnativa.
Peccato che la tua "compagna di letto" adesso ti abbia mollato per uno più grande.
Forse ha cominciato a conoscerti pure lei.
E si è resa conto che non tutto oro è quello che luccica.
E tu non sei oro nè luccichi.
Certo, continuo ancora a crederci all'amore, quello puro.
Continuo ancora a cercare l'affetto prima del bisogno carnale.
Credi davvero che tre minuti a letto siano sempre migliori di tre ore di coccole?
Mi guardi stranito. Basito.
Mi ripeti che sono un'illusa? Bene, continua.
Ma prima o poi io lo troverò quel principe che vorrà prima amarmi e poi spogliarmi.
E di questo ne sono sicura mentre a te non rimane niente.
Se non il mio numero sul cellulare e le mie non-risposte ai tuoi messaggi.
Perchè quando un uomo deve scegliere tra tanti amori diversi
sceglie sempre quello sbagliato?
...ma perchè, sei un uomo tu?
Il 2008 si apre con un pò di orgoglio femminile. Perchè il 2007 è stato un anno alla ricerca dell'uomo giusto, del sorriso perfetto, degli occhi incantevoli, dei capelli arruffati e delle mani protettive. Non dico che adesso mi accontento di qualsiasi cosa, non sono così disperata, ma mi impegno ad essere meno esigente nei confronti di me stessa e degli altri. Ecco il mio buon proposito per questo nuovo anno.
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